Alla fine, come da tradizione, è arrivata la nuova tassa sulle sigarette. Un classico per il fisco che, quando è a corto di idee e di soldi (cioè sempre) si rivolge al fumo per trovare nuove risorse. Stavolta però ha mostrato più fantasia del solito. Così, invece di tassare il fumo ha tassato il vapore. Una sottigliezza non priva di perversione. Nella legge finanziaria, infatti, è stata imposta una nuova tassa che, di fatto raddoppia il costo delle ricariche per le sigarette elettroniche. Come se un pacchetto di sigarette passasse da 5 a 10 euro. Inoltre le ricariche dovranno essere vendute nelle tabaccherie e nelle rivendite autorizzate dall’Agenzia dei Monopoli.

Questo provvedimento si presta a diverse considerazioni e dimostra che, ormai, dal fisco italiano possiamo aspettarci di tutto. Non c’è più logica. Solo rapina. Per capire: l’ultimo aumento delle sigarette era stato giustificato con la necessità di finanziare le spese che lo Stato sostiene per la cura delle malattie prodotte dal fumo. Logica avrebbe voluto che le sigarette elettroniche venissero incentivate. Se il problema è la salute bisognava tassare il fumo e favorire il vapore. Invece è arrivata la stangata sulle sigarette elettroniche A trarne vantaggio le multinazionali del tabacco e l’amministrazione finanziaria.

Ma non finisce qui perché la rapacità del fisco non ha limiti. Nei suoi artigli non sono finiti solo i flaconi a base di nicotina ma anche quelli a base di aromi e di glicerina. Si tratta di eccipienti che hanno infiniti utilizzi: cosmetici (saponi), alimentari (aromi), medicinali (lo sciroppo per la tosse). Costano venti euro al litro se vengono commercializzati nelle gastronomie, nelle pasticcerie o nelle farmacie ed erboristerie. Se invece vengono miscelati tra loro nei flaconcini delle ricariche possono arrivare fino a 450 euro a causa delle nuove tasse sulle singole componenti. Siamo cioè in presenza di una inedita fattispecie fiscale. I prodotti, infatti, non vengono più tassati in ragione della loro funzione economica ma sulla base del negozio dove vengono venduti. Fantastico. La conferma che ormai il fisco ha perso qualunque buonsenso. La rapacità ha prevalso. Possiamo aspettarci di tutto.

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