Che il 2020 sia stato un annus horribilis per il Paese lo abbiamo già scritto. Quello che non abbiamo raccontato, però, riguarda l’impatto che il Covid ha avuto sul turismo, un settore vitale per il nostro Paese. Per scoprire quanto grave è stata la “botta” per l’Italia basta guardare la bilancia commerciale tra la nostra nazione e i Paesi esteri: solo tra aprile e maggio 2020 sono andati in fumo 11 miliardi di Euro di fatturato.

Giuseppe Liturri, in una delle sue consuete analisi sulla testata online Start Magazine, ha fatto un esercizio acuto da cui emergono delle risultanze impressionanti. “Una specifica sezione della bilancia dei pagamenti pubblicata da Bankitalia rileva la spesa dei residenti all’estero e quella degli stranieri in Italia per motivi personali diversi da cure e studio – scrive Liturri –. Il quadro che ne emerge è impressionante. Nei dodici mesi del 2020 è stata letteralmente piallata la spesa degli stranieri, crollata da 37 a 14 miliardi. Ben 23 miliardi in meno. Ben magra consolazione è quella di aver assistito anche alla riduzione della spesa degli italiani all’estero, scesa da 17 a 5 miliardi. 12 miliardi in meno. Il risultato netto è il calo del saldo della bilancia commerciale turistica che diminuisce di ben 11 miliardi nel 2020, attestandosi a 8 miliardi, contro 19 del 2019.”

Ciò che è accaduto nei mesi di marzo/aprile/maggio, quelli caratterizzati dalle misure restrittive più rigide, spiega Liturri, è evidente senza bisogno di particolari commenti ed anche giugno mostra conseguenze negative. Proprio nei mesi in cui la spesa degli stranieri cominciava a salire con l’avvento della primavera, lo schiacciamento è stato totale. Scomparsi gli stranieri dall’Italia e pure gli italiani dall’estero, con l’evidente differenza che i primi generavano un ammontare di spesa ben più rilevante. Il saldo commerciale si è sostanzialmente azzerato e, in quei quattro mesi, ben 11 miliardi di spesa degli stranieri sono andati in fumo, rispetto al 2019.

“Sono dati senza precedenti, sulla base dei quali cominciano ad essere in tanti a chiedere che l’efficacia del lockdown nel contenere l’epidemia e le vittime, tangibile ma purtroppo rivelatasi modesta, debba essere messa a confronto con i danni enormi e certi arrecati all’economia dei Paesi, come l’Italia, che più hanno creduto nel lockdown duro – conclude Liturri –. Se perfino il Wall Street Journal è arrivato a pubblicare tre articoli in due giorni sull’argomento, ponendosi la stessa domanda e giungendo a conclusioni che mettono in dubbio l’efficacia di quanto fin qui fatto in molti Paesi, probabilmente a qualcuno non conviene conoscere la risposta.”

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