Un terzo dell’Italia è favorevole all’uscita dall’euro. È questa la clamorosa conclusione cui arriva uno studio del Laboratorio di Analisi Politiche dell’università di Siena, in collaborazione con l’Istituto Affari Internazionali e l’appoggio della Compagnia di San Paolo.

Dallo studio emergono dati importanti sui quali bisognerebbe riflettere. Spunti d’attenzione certamente più interessanti della scissione dell’atomo politico (per esempio i partiti dell’estrema sinistra) o del contenuto dell’ultima dichiarazione di Speranza o di D’Alema. 

Dallo studio emerge il ritratto di un Paese sempre più inquieto e preoccupato. Più povero e pieno di ansie e paure. Tutto il contrario dell’Italia che c’era prima che si cominciasse a parlare di moneta unica. Soprattutto gli italiani hanno cambiato idea sulle priorità del loro futuro. La sterzata decisiva riguarda prima di tutto i migranti: in quattro anni, nella classifica delle urgenze, la questione migratoria e la gestione degli sbarchi è balzata in testa alle priorità. «È in atto un profondo cambiamento – si legge nel rapporto- notiamo un’inclinazione maggiore verso l’uso della forza. Il 34% degli italiani sarebbe d’accordo a inviare i militari in Libia per ristabilire il controllo delle frontiere in loco, anche a costo di subire perdite». La caduta delle illusioni ha travolto anche l’Europa. Fino a quattro anni fa Bruxelles era considerato il principale ancoraggio allo sviluppo. Ora, invece, considerata la causa di povertà e di avvilimento esistenziale.

E poi, sorpresa, quello che può essere considerato un autentico colpo di scena: un terzo degli italiani sarebbe favorevole all’«Italexit», l’uscita dall’Unione, Ancora più alta (36%) la quota di popolazione che chiede l’abbandono dell’euro. Voterebbe per il ritorno alla lira la metà degli elettori di M5S, Lega Nord e Forza Italia.

Vedremo quale sarà l’accoglienza che riceverà questo studio. Con tutta probabilità i grandi giornaloni e le tv faranno finta di non averlo visto. Molto più interessante e decisivo per il futuro del Paese conoscere l’orientamento di Bersani.

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