Una flebo di veleno. È quella che è stata inoculata nel cuore dell’economia italiana fino alla paralisi attuale. Un cocktail letale composto da più tasse e meno Pil con l’obiettivo di tenere l’Italia nell’euro. I numeri di questa progressione li ha forniti nei giorni scorsi l’agenzia di stampa Adnkronos. I risultati sono i seguenti: nel 2006 l’imposta sulle persone fisiche garantiva 145,4 miliardi e, rispetto ai 400,4 miliardi di entrate totali costituiva il 36,3%. Dieci anni dopo è arrivata a 180,7 miliardi e al 40% dei 451,5 miliardi di incassi complessivi del fisco. Dunque un aumento del 24,2% che è più del doppio delle entrate complessive, cresciute del 12,8%. Tradotto in valore assoluto vuol dire che dei 51,1 miliardi in più entrati nelle casse dello Stato, ben 35,3 miliardi arrivano dall’Irpef e solo 15,8 miliardi dal resto. Anche Comuni e Regioni hanno calcato la mano, nel decennio infame. I sindaci rialzando le loro addizionali da 1,6 miliardi a 4,5 (+187,8%!). I governatori da 6,2 a 11,9 (+91,7%). Per capire la portata asfissiante del fenomeno questi dati vanno incrociati con il Pil. Nel 2006 era di 1.943 miliardi di dollari; nel 2016 è sceso a 1850, con un calo del 5%. Quindi: il gettito Irpef è cresciuto del 24%, il Pil è sceso del 5%, la pressione fiscale è cresciuta del 29%! Come stupirsi se l’Italia è finta in un vicolo cieco. Poi certo i governi fanno le contorsioni per convincere gli elettori di aver ridotto le tasse. È anche possibile che qualche taglietto ci sia stato. Ma non se n’è accorto nessuno. Per capire la sintesi deve cedere il passo all’analisi, anzi: al tentativo sconfortato di capirci qualcosa. Se il gettito Irpef è salito e il gettito complessivo pure, mentre il Pil diminuiva, come fanno i politici a dire che la pressione fiscale è scesa? Poi: se l’imposta sul reddito delle persone fisiche ha dato tanto gettito in più come si fa a dire che in Italia si evadono ancora tasse per 132 miliardi? È uno statisticomio! La verità è che dal destino non si scappa. La macchina burocratica e finanziaria dello Stato è un ginepraio spaventoso dove nessuno più riesce a mettere le mani. E manco ci prova, perchè è presidiata da una burocrazia (uffici ministeriali, giudici tributari e agli organi inquirenti) che hanno un solo obiettivo: tutelare se stesse emanando regole sempre più astruse. Loro la casta, noi i sudditi.

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