Ieri mattina, al Parlamento europeo di Strasburgo, si è consumato un episodio che raffigura alla perfezione il volto istituzionale della Ue. Un carrozzone burocratico e rissoso. Juncker, doveva riferire all’Europarlamento sulla questione migranti, ma in aula c’erano solo 30 dei 751 componenti. Il presidente della Commissione si è sfogato definendo i deputati «poco seri» e «ridicoli». Il presidente del Parlamento, Antonio Tajani, lo ha invitato ad «avere un atteggiamento più rispettoso», poiché «non è la Commissione a controllare il Parlamento, ma il Parlamento a controllare la Commissione». Un battibecco nel quale per una volta Juncker ha espresso un concetto del tutto condivisibile (in vino veritas?): il Parlamento europeo è davvero ridicolo, simbolo di un’eurocrazia elefantiaca e costosa (basterà pensare alla transumanza periodica dell’aula fra Bruxelles e Strasburgo), prodiga nell’emettere tonnellate di regolamenti, zelante nell’accodarsi ai diktat della propaganda, inerme sulle decisioni davvero importanti. Emmanuel Macron, che doveva salvare l’Europa, chiude i porti, seguito dalla Spagna la cui Guardia Civil, qualche giorno fa, aveva salvato 1.215 migranti, per poi scaricarli nel porto di Salerno. E l’Austria guidata dal socialdemocratico Alexander Van der Bellen, un altro personaggio caro agli eurofanatici, ha mandato l’esercito al Brennero come non accadeva dalla Prima Guerra Mondiale. Lo scambio di battute di ieri tra Juncker e Tajani è la manifestazione estrema del deficit democratico della Ue capace di decidere solo sulla lunghezza delle banane, l’olio delle patatine fritte o le zuccheriere dei bar.

La figura emblematica del vuoto istituzionale e politico è Federica Mogherini. La nomina come ministro degli Esteri della Ue fu sponsorizzata da Matteo Renzi, ma ormai si nota solo per i suoi silenzi. Non ha mai definito obiettivi strategici (se non l’autolesionistico piano di sanzioni alla Russia) e non ha alcuna politica comune da gestire. Così, mentre esplode la crisi migratoria gli eurocrati ci ricordano la famosa espressione evangelica: sono ciechi e guide di ciechi.

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