Il governo giallo-rosso – quello che doveva salvare il Paese dalle clausole di salvaguardia e permettere all’Italia di scampare alla congiuntura economica – passerà alla storia come l’esecutivo che ha imposto alla nazione una manovra fatta solo di nuove tasse.

Lo certifica un articolo apparso oggi sul sito del Sole 24 Ore – firmato da Marco Rogari e Gianni Trovati –, che scrivono: “Le tensioni continue all’interno della maggioranza rischiano di etichettare la legge di bilancio come «manovra delle tasse». Ma anche i numeri allegati al provvedimento appena arrivato al Senato danno fiato a questa polemica. Perché, tabelle alla mano, la manovra, che certo evita i 23,1 miliardi di aumenti Iva apparecchiati dai governi precedenti, mette in fila 5,516 miliardi di aumenti fiscali. Perché la matematica è inflessibile. E non è un caso che il cumulo di tasse e balzelli raccolga una cifra vicinissima a quella ipotizzata al ministero dell’Economia con la rimodulazione dell’Iva. La differenza è solo politica: perché l’elenco di tasse più o meno micro ha acceso mille polemiche, invece dell’unica che sarebbe nata dal ritocco dell’imposta sul valore aggiunto.”

Secondo il Sole 24 Ore per il 2021, poi, il conto può crescere ancora, per una serie di ragioni: è prevista per tutto l’anno l’applicazione di imposte (come quelle ambientali) che nel 2020 scatteranno in corso d’anno, e arrivano gli effetti dell’addio alla Flat Tax fra 65mila e 100mila euro (1,1 miliardi di Irpef e Iva in più) e quelli del doppio intervento sulle detrazioni fiscali: la loro limitazione per i redditi sopra i 120mila euro porterà 109 milioni.

“Ma, visto il clima nella maggioranza, il 2021 è lontano. E bastano le cifre dell’anno prossimo ad alimentare la tensione. Come l’anno scorso, a irrobustire la colonna delle entrate è prima di tutto l’intervento sulle tasse differite (Dta) delle banche, che porta 1,64 miliardi – concludono Rogari e Trovati –. La polemica politica, però, si concentra sulle nuove imposte più “popolari”: quella sulla plastica è chiamata a dare poco meno di 1,1 miliardi, mentre quella sullo zucchero vale il primo anno 233,8 milioni. Queste imposte, se funzionassero, dovrebbero ridurre il proprio gettito nel tempo, disincentivando i consumi “dannosi”. Ma secondo il governo questo non avverrà: perché i frutti della Plastic Tax salgono nel 2021 a 2,19 milardi, e tali rimangono anche nel 2022.”

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail