Non se ne esce. La Commissione europea non molla la presa sul salvataggio di Carige che ruota attorno all’intervento del Fondo Interbancario insieme con Cassa Centrale Banca (Ccb). Il piano di intervento per il salvataggio della banca ligure sembra non convincere il commissario dell’authority europea sulla concorrenza, che però è sembrata molto più di bocca buona quando c’è stato da salvare – con metodi non proprio ortodossi – gli istituti tedeschi.

Come spiegava qualche giorno fa Fabrizio Massaro sulle pagine del Corriere della Sera: “a ridosso dell’ok al complesso accordo a più voci per realizzare il rafforzamento patrimoniale da 900 milioni totali, la Direzione Concorrenza (DgComp) guidata dal commissario uscente Margrethe Vestager — secondo fonti a conoscenza del dossier — ha inviato una lettera a Tesoro e Fitd chiedendo chiarimenti sull’intervento del fondo di garanzia dei depositi, per verificare se non vengano violate le norme sul divieto di aiuti di Stato.”

Il salvataggio di Carige, spiega Massaro, prevedrebbe un aumento di capitale da 700 milioni in più tranche: per 313,2 milioni allo «Schema volontario» del Fitd a fronte della conversione delle obbligazioni subordinate sottoscritte a novembre 2018; per 63 milioni a Ccb; per 85 milioni ai soci attuali; per 238,8 milioni al Fitd, che garantisce anche le azioni non sottoscritte. Altri 200 milioni arriveranno come bond subordinato. Non è chiaro se la risposta del ministero guidato da Giovanni Tria sia già arrivata a Bruxelles. Ad ogni modo, l’Italia ha ottime carte da giocare nel confronto con la DgComp, la cui iniziativa potrebbe essere un mero atto dovuto.

“L’intervento del Fitd presieduto da Salvatore Maccarone e guidato da Giuseppe Boccuzzi è stato possibile grazie alla «sentenza Tercas» del Tribunale Ue che ha riconosciuto la legittimità degli «interventi preventivi» del Fitd, qualificato come soggetto privato. La DgComp tuttavia ha impugnato la sentenza e si è ancora in attesa dell’appello. È per questo motivo che Bruxelles ha potuto accendere un faro sull’operazione. La lettera si soffermerebbe tra l’altro sulle modalità d’intervento del Fitd e su come sono state assunte le delibere”, aggiunge Massaro.

Spiace che l’authority non abbia dimostrato altrettanta attenzione per il caso della banca tedesca NordLb, che ha evitato il fallimento grazie a un piano che prevede prevede l’impiego di 3,5 miliardi da parte degli azionisti pubblici. Come mai l’Europa applica sempre due pesi e due misure?

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