Mentre tutti erano convinti che l’Italia sarebbe stata costretta a chinare la testa a Bruxelles e a riscrivere la manovra economica – magari “fotocopiando” la finanziaria degli ultimi governi euro-entusiasti che si sono succeduti a Roma negli ultimi anni –, sotto il ricatto di una possibile procedura di infrazione da parte della Ue, l’esecutivo guidato dal Presidente Conte è riuscito spuntarla: reddito di cittadinanza e quota 100 si faranno. Bruxelles ha perso.

L’Italia, nella trattativa con gli euroburocrati, su una serie di punti è stata ovviamente costretta a concedere qualcosa all’Europa: il margine di manovra sul rapporto deficit / Pil nominale è stato fatto scendere dal 2,4% al 2,04%. Per arrivarci il governo italiano ha intavolato una lunghissima discussione sugli ultimi tre miliardi che mancavano per raggiungere l’obiettivo del 2,04%, che, secondo fonti del Sole 24 Ore saranno ottenuti attraverso “risparmi di spesa,dismissioni e rinvii di agevolazioni alle grandi aziende”. Altro fattore che avrebbe contribuito all’intesa sarebbe stata la revisione al ribasso delle previsioni di crescita del Pil nel 2019, che passeranno dall’1,5% a un più realistico 1 per cento.

Al di là dei numeri, delle percentuali e dei decimali, quello che conta oggi è il precedente, che non è semplicemente un principio, ma un fatto fondamentale per la vita dei cittadini. Con la manovra del governo in carica saranno varate due misure fondamentali per il Paese: il reddito di cittadinanza, che allevierà la povertà in Italia, e la legge su Quota 100, grazie alla quale sarà possibile superare la vecchia Legge Fornero.

Bruxelles ha, insomma, salvato la faccia: per i politici che sperano di salvare la cadrega in Europa era fondamentale dare un segnale di fermezza prima delle elezioni di aprile. Il governo di Roma però ha portato ha casa qualcosa di infinitamente più importante: ha scardinato la vecchia austerity, figlia prima di tutto delle imposizioni di Monti e dei governi successivi, e difeso un principio. La volontà espressa dagli elettori dei Paesi membri deve essere rispettata. Al di là dei numerini e dei decimali.

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