In un solo anno solo il Covid ha cancellato vent’anni di crescita dei consumi, con un crollo che non si era mai visto da quando si tiene traccia delle spese delle famiglie: -9% a causa della pandemia, per 2.328 euro mensili nel 2020 dai 2.560 dell’anno precedente. La spesa corrente torna così al livello del Duemila. Per capire la gravità della situazione, nel biennio 2012-2013 – quando la crisi del debito sovrano e l’austerity mordevano sull’economia – il calo cumulato sul 2011 fu del 6,4%.

L’Istat ha finalmente pubblicato uno studio che fotografa come sono crollati i consumi nel 2020 a causa del Covid e del lockdown che è stato imposto per combattere la pandemia: se si considera il valore mediano (ovvero quel livello di spesa per consumi che divide esattamente in due parti uguali le famiglie italiane), emerge che il 50% delle famiglie residenti in Italia ha speso una cifra non superiore a 1.962 euro (2.159 euro nel 2019). In secondo luogo, nella statistica c’è anche il cosiddetto ‘affitto figurativo’, ovvero quanto spenderebbero anche i proprietari di casa per un’abitazione simile in locazione. Al netto di tale posta, nel 2020 la spesa media familiare in termini correnti (1.741 euro) si contrae del 12,2% rispetto al 2019.

Le voci di spesa che hanno patito meno a causa della pandemia sono gli alimentari e bevande analcoliche (468 euro al mese) e quella per abitazione, acqua, elettricità e altri combustibili, manutenzione ordinaria e straordinaria (893 euro mensili, di cui 587 euro di affitti figurativi). “Si tratta, infatti, di spese difficilmente comprimibili, solo marginalmente toccate dalle restrizioni governative e che, anzi, possono essere state favorite dalla maggiore permanenza delle famiglie all’interno dell’abitazione. La spesa per tutti gli altri capitoli, che nel 2020 vale complessivamente 967 euro al mese, scende invece del 19,3% rispetto ai 1.200 euro del 2019”. In questo ambito i cali più “drastici” riguardano “i capitoli di spesa sui quali le misure di contenimento hanno agito maggiormente e in maniera diretta, cioè Servizi ricettivi e di ristorazione (-38,9%, 79 euro mensili in media nel 2020) e Ricreazione, spettacoli e cultura (-26,4%, 93 euro mensili), seguiti da capitoli fortemente penalizzati dalla limitazione alla circolazione e alla socialità, come Trasporti (-24,6%, 217 euro mensili nel 2020) e Abbigliamento e calzature (-23,3%, 88 euro mensili)”.

Covid o non covid una distanza enorme tra chi può permettersi di più e chi fatica. “Come negli anni precedenti – dettaglia l’Istat – anche nel 2020 i primi tre quinti delle famiglie spendono meno del 20% mentre i due quinti più elevati spendono più del 20% (in un’ipotetica situazione di perfetta uguaglianza, ogni quinto avrebbe una quota di spesa pari al 20% della spesa complessivamente sostenuta dal totale delle famiglie residenti). In particolare, le famiglie con spese più basse (primo quinto) spendono l’8,2% della spesa totale (7,9% nel 2019) mentre quelle dell’ultimo quinto il 39,5% (era il 39,4% nel 2019)”.

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