Draghi o non Draghi, l’Italia in Europa conta sempre come il due di picche a briscola. La prova? Lo schiaffo subito dall’Italia sulla presidenza dell’Esma, l’autorità finanziaria che è stata affidata a Verena Ross, candidata della Germania, in realtà una cittadina britannica che da poco tempo ha acquisito il passaporto tedesco. Il nome è stato scelto con una procedura anomala, ovvero con uno scrutino segreto da parte degli ambasciatori di 27 Stati membri. In realtà di norma il candidato della short list giunta dal termine delle varie procedure di selezione dovrebbe essere scelto da Consiglio europeo. Una procedura che inutilmente l’Italia, che aveva espresso la candidatura del commissario Consob Massimo Di Noia considerata in pole position, aveva cercato di contrastare.

Verena Ross è stata scelta per guidare l’Authority europea di controllo dei mercati finanziari, con sede a Parigi. Per l’ufficialità è ora necessaria l’approvazione del Parlamento europeo. La Ross è già stata direttore esecutivo dell’Esma negli ultimi dieci anni e nei dodici anni precedenti, con diverse posizioni, ha lavorato all’Authority britannica dei mercati Fsa, dove da ultimo aveva assunto la responsabilità della divisione internazionale. La sua lunga permanenza all’Esma è stata uno degli argomenti con i quali l’Italia ha difeso la candidatura del commissario Consob. Un mandato come presidente dell’Autorità europea avrebbe significato la violazione del principio di rotazione delle responsabilità ai massimi livelli di una istituzione (o di un’agenzia europea). Principio che in questo caso è stato violato.

“La nomina dovrà essere formalizzata e passare al vaglio del Parlamento europeo. La commissione Affari economici si era pronunciata a favore di Ross per il motivo della parità di genere. Sono stati i tedeschi a insistere sulla parità di genere per rimettere in corsa la candidatura femminile che altrimenti sarebbe stata più debole dal punto di vista del curriculum – scrive Laura Serafini sul Sole 24 Ore –. La procedura di nomina è stata alquanto tortuosa: a dicembre era stata una consultazione a livello di Consiglio Ue nella quale 18 Stati non avevano espresso obiezioni su Di Noia considerato di conseguenza il migliore candidato. Nove le obiezioni compresa quella della Germania, che ha difeso a spada tratta Ross. Quattro mesi dopo una seconda consultazione conclusasi con 17 voti a favore di Di Noia. Poi terza consultazione questa volta sulla sola Ross che aveva riscosso ben cinque obiezioni. Da allora la questione è rimasta sospesa e al centro di discussioni con l’Italia alla ricerca della conferma del consenso a Di Noia. All’Ecofin di luglio il ministro per l’Economia, Daniele Franco, aveva definito Di Noia il miglior candidato contestando la questione della parità di genere, anche perché era già stata assicurata con la nomina della francese Natasha Cazenave, che aveva sostituito la Ross alla direzione dell’Esma e dell’olandese Petra Hielkema alla presidenza dell’Autorità assicurativa Eiopa. Berlino, dal canto suo, ha fatto un forte pressing a sostegno di Ross. Peraltro i tedeschi già annoverano alla guida del Board Ue della risoluzione bancaria Elke König, ex presidente dell’autorità finanziaria tedesca.”

Insomma: gira e che ti rigira, finisce sempre allo stesso modo. La Germania pigliatutto continua a dettare il bello e il cattivo tempo in Europa. E presto di dovrà discutere di ritorno alle politiche di austerity. C’è poco da ridere.

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