Come raccontavamo ieri, sulle pagine di questo blog, nelle pieghe della manovra di questo governo – che si picca di aver “sterilizzato” l’aumento dell’Iva – ci sono otto miliardi di tasse in più. Una parte significativa – più di tre miliardi – sembra che verrà dalla lotta all’evasione e dalla stretta alle agevolazioni alle piccole partite Iva. Sembra partita la guerra ai piccoli imprenditori, che sonodiventati i nemici pubblici dei conti dello Stato. Neanche una parola, invece, per chi evade, ogni anno, milioni di euro.

Il governo giallo rosso – coi dovuti distinguo, visto che Luigi Di Maio, alla fine della scorsa settimana si è scagliato contro misure peggiorative per la fiscalità imposta alle piccole partite Iva – sembra deciso a puntellare i conti dello Stato con la guerra al contante. Il tema è che la guerra non sembra che sarà dichiarata ai grandi ricchi o a quelle grandi aziende che, ogni anno, si possono permettere di eludere o, peggio, evadere tasse per milioni di euro. No. La guerra è stata dichiarata al dipendente che per sbarcare il lunario fa il secondo lavoro, all’imbianchino e a chi ha un banco della frutta al mercato.

Lecito, per carità, dura lex sed lex. Ma perché non si parla mai dei grandi evasori. Lo ha spiegato un bell’intervento pubblicato sul sito di controinformazione ZeroHedge, dal titolo “IRS Admits Targeting The Poor Because It’s “Easier And Cheaper” Than Auditing The Wealthy”. Ovvero: L’Irs, che sarebbe il Fisco americano, ammette di prendere di mira i piccoli contribuenti, perché è più facile e meno costoso colpirli rispetto a quelli grandi.

L’autore del pezzo racconta come circa il 50% degli americani, per sbarcare il lunario, debba dedicarsi a un secondo lavoro per cui viene pagato in nero. Lo Stato ha ovviamente scatenato una guerra contro questi evasori, dichiarando apertamente che risalire al comportamento di questi cittadini è più facile e meno costoso di quando non sia perseguire i grandi evasori. Che, essendo ricchi, hanno più mezzi e strumenti attraverso i quali nascondere guadagni illeciti o non dichiarati, e, oltretutto, sono economicamente più preparati ad affrontare un contenzioso col Fisco.

Una storia che ricorda sinistramente quanto sta accadendo in Italia.

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