A quanto pare pure a Repubblica si sono accorti che la Germania – con la sua politica del disavanzo zero e del sistema tutto votato solo e soltanto ad esportare – sta affossando l’economia europea. È di sabato un bel pezzo di Maurizio Ricci dedicato all’autogol di Berlino, messo in luce da uno studio del Fondo Monetario Internazionale.

Il disavanzo zero, spiega Ricci, è il dogma di Berlino che impoverisce l’Europa e, come dice, per la prima volta, in questi giorni, con chiarezza, il Fondo monetario, anche buona parte delle classi medie e popolari tedesche. L’estate è la stagione in cui, al di sotto del clamore per lo sfascio della finanza pubblica italiana, si avverte, ogni anno, il sordo brontolio di economisti e istituzioni finanziarie verso i surplus record della Germania. È l’altro grande squilibrio dell’eurozona: non rischia di farla saltare per aria, da un giorno all’altro, come una crisi finanziaria innescata dal debito pubblico italiano, ma la corrode, giorno dopo giorno, bloccando una ripresa economica sostenuta e duratura.

“Ridurre l’enorme attivo dei conti con l’estero, rilanciando la domanda interna aiuterebbe tutti i paesi dell’eurozona, alimentandone le esportazioni verso la Germania e ammodernerebbe anche infrastrutture – strade, scuole, reti informatiche e di energia – di cui i tedeschi hanno un disperato bisogno – aggiunge Ricci –. Ma, nel loro ultimo rapporto, appena uscito, sulla Germania, gli economisti di Washington reclamano una inversione della politica economica (meno export, più investimenti interni) per una emergenza, non solo economica, ma anche sociale: l’attuale modello di sviluppo sta rapidamente allargando le ineguaglianze. Il lungo boom non sta favorendo i tedeschi: sta ingrassando i tedeschi ricchi.”

“Gli squilibri sociali si stanno allargando rapidamente, nota il Fmi, cancellando l’immagine di un paese agiato e sereno che siamo abituati ad associare alla Germania – conclude Ricci –. Se si mettono in fila tutti i tedeschi secondo la loro ricchezza, metà della fila (la ricchezza mediana) corrisponde a soli 61 mila euro, meno dei polacchi e molto meno dei 150 mila euro italiani. I soldi si concentrano in cima alla fila: l’1 per cento più ricco dei tedeschi possiede il 24 per cento della ricchezza totale (il doppio di quanto avviene in Italia). Gli esperti di politica possono chiedersi quanto di questi dati ci sia dietro l’implosione dei socialdemocratici della Spd e l’avanzata della destra dell’AfD.”

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