Qualche giorno fa, sulla testata online Start Magazine, è apparso un bell’articolo dedicato agli Stati Uniti, in cui lo Stato ha deciso di pompare denaro nelle casse delle imprese provate dalla pandemia per il Covid-19 mentre in Italia, nonostante due decreti di cui uno ad hoc come il dl Liquidità, i soldi arrivano con lentezza grazie alle solite lungaggini burocratiche. “Soprattutto, differenza non da poco, i finanziamenti decisi dal Tesoro americano con il Cares Act per buona parte sono a fondo perduto – scrive Piras –. E anche la tempestività degli aiuti non è proprio un elemento secondario per la competitività – soprattutto delle pmi – in un contesto economico mondiale fortemente critico.”

Firmato il 24 aprile scorso dal presidente Usa Donald Trump, spiega Manola Piras, il Paycheck Protection Program and Health Care Enhancement Act (detto Enhancement Act) è un nuovo pacchetto federale di aiuti da 484 miliardi di dollari destinato a sostenere le piccole imprese e gli ospedali. L’Enhancement Act rifinanzia il cosiddetto “Paycheck Protection Program” (PPP), piano di sostegno alle pmi gestito dalla Small Business Administration e introdotto dal Cares Act, che ha messo in campo 349 miliardi di dollari per prestiti bancari con garanzia pubblica da concedere a condizioni agevolate alle imprese con meno di 500 dipendenti. Ma vediamo come funzionano il PPP e l’Enhancement Act.

“I finanziamenti – con importo massimo per impresa pari a 10 milioni di dollari – sono garantiti integralmente dall’agenzia governativa e devono coprire costi come il pagamento di stipendi, interessi di mutui accesi in precedenza, canoni di affitto o locazione e utenze, fa notare un’analisi della rivista specializzata Diritto bancario- conclude Piras –: ai prestiti, che hanno durata biennale, viene applicato un tasso di interesse dell’1% ma, se nelle otto settimane successive all’erogazione sono impiegati almeno al 75% per sostenere costi del personale, possono essere convertiti in sussidi a fondo perduto nei limiti a patto che si mantengano occupazione e livelli salariali o si riassumano rapidamente i dipendenti licenziati.”

In Italia, invece, si sono viste solo garanzie dello Stato su prestiti che le imprese devono chiedere alle banche. E i soldi, a quanto pare, non arrivano mai.

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