Viene quasi da ridere a leggere l’articolo di Marco Galluzzo, pubblicato sul Corriere della Sera di oggi, in cui Conte – dopo la batosta elettorale in Umbria – annuncia modifiche alla manovra economica e promette grandi manovre sul fronte del fisco per il 2020, a cui questo governo difficilmente potrà arrivare. Se continuano così, così difficilmente gli esponenti della compagine governativa arriveranno a mangiare il panettone insieme.

“Sia Giuseppe Conte che il ministro dell’Economia hanno annunciato che si è deciso di lavorare ad una legge delega di riforma complessiva sia dell’Irpef che dell’Iva, da approvare all’inizio dell’anno prossimo, per avere un regime fiscale totalmente nuovo nel giro di 12 mesi – scrive Galuzzo sul Corriere. Non è poco per un governo accusato di galleggiare, così come non è da trascurare l’ufficialità dell’annuncio, accolto con maggiore favore dai renziani che più volte hanno insistito sul tema. È chiaro che sarà un processo non breve, che occorreranno mesi, ma l’intenzione di riformare scaglioni e un doppio regime che durano da decenni significa offrire agli italiani una visione o una prospettiva politica completamente diversa, per un fisco più moderno, che più volte Giuseppe Conte ha definito «iniquo».”

Non vi ricorda nulla? L’approccio non è simile alla riforma fiscale annunciata da Renzi e studiata da Tria con il passato governo. Certo, non si parla di flat tax, ma c’è voluta la legnata umbra per far aprire le orecchie a un governo che non sembra sentire le richieste di aiuto di un ceto medio italiano che sta sempre più scivolando verso la povertà. E dei poveri che non hanno visto niente, se non una mancia elettorale sotto forma di reddito di cittadinanza.

“Per un volta sembra ritrovata una concordia di fondo – conclude Galluzzo –, fonti di Palazzo Chigi comunicano che nel vertice di maggioranza sulla manovra che si è concluso «c’è stata piena intesa politica per confermare tutte le misure di sostegno per la modernizzazione del Paese, per favorite la digitalizzazione e la svolta green, per sostenere le famiglie e il welfare, per rafforzare la crescita delle imprese, per sostenere gli investimenti e semplificare la fiscalità degli enti locali».”. La verità è che la compagine governativa spera, con gli annunci, di comprare tempo e sedare l’elettorato.

La verità è che la pazienza è finita e anche i risparmi della povera gente. A gennaio, con le elezioni in Emilia Romagna, arriverà il redde rationem.

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