La disoccupazione in Italia? La Bce non vuole che scenda sotto il 9%. Lo ha spiegato, su MilanoFinanza del primo dicembre, un bell’articolo firmato da Guido Salerno Aletta e dedicato alle due, divergenti, strategie della Banca Centrale Europea e della Fed, l’istituto Usa. Quest’ultima ha raggiunto tutti i propri obiettivi: la disoccupazione è ai minimi da mezzo secolo. Per quella europea, invece, la disoccupazione va benissimo, anzi è una necessità. A Francoforte hanno paura che troppo lavoro, faccia salire il carovita.

Come spiega Salerno Aletta, l’Eurozona “Che da anni assiste allo strabismo tra politiche di bilancio restrittive sulla base del Fiscal Compact e politiche monetarie ultra accomodanti da parte della Bce, considerando i tassi addirittura negativi non solo sulle detenzioni ulteriori rispetto alla riserva obbligatoria, ma su moltissime emissioni obbligazionarie. Il livello di disoccupazione in Europa, la cui riduzione non rappresenta un obiettivo prioritario della Bce, è ancora in media all’8,1%. In Italia, quest’anno sara ancora del 10,6% e nel 2019 del 10,1%: un livello peggiore rispetto a quello negli Stati Uniti nel 2010, quando fu appunto del 9,6%. La Commissione Europea sostiene che, per non avere pressioni inflazionistiche sul versante dei salari, e quindi per mantenere la stabilità monetaria, la disoccupazione italiana non deve scendere sotto il 9,1%. Non c’è dunque spazio per misure espansive.”

Ecco qua: viviamo in un’Unione Europea dove la priorità non è che i cittadini abbiano da mangiare, ma che l’inflazione non rischi di salire troppo. Al contrario degli Usa, dove il capo della banca centrale ritiene che l’obiettivo della Fed sia assicurare “bistecche” nel frigorifero dei cittadini americani. Non c’è bisogno di ulteriori commenti, se non che questa Europa, così com’è non è un Unione e non è nemmeno democratica.

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