Pubblichiamo un estratto dell’intervento che il fondatore di questo blog, Ernesto Preatoni, ha firmato, sabato, sulle pagine di Libero. Nel suo intervento Preatoni ha spiegato come il Covid, secondo lui, in un arco ragionevole di mesi diventerà un brutto ricordo per i cittadini e l’economia, mentre un virus ben più grave, quello della burocrazia, continuerà a rallentare la ripresa economica.

“Ci sono dei virus – che hanno colpito il capitalismo moderno – ben peggiori del Covid e di cui io non credo che saremo in grado di liberarci. Sono cinquant’anni che faccio l’imprenditore e negli ultimi venti posso dire di aver assistito a una burocratizzazione delle economie sviluppate, che peggiora e accelera sempre di più. E su questo fronte non c’è un dibattito e nessuno mi pare stia provando a cercare un antidoto”, scrive Preatoni.

È un fenomeno che viene da lontano e che, secondo Preatoni, è esploso e ha avuto una sorta di legittimazione politica con l’attentato dell’11 settembre. Dopo l’attacco alle Twin Towers, gli Stati Uniti hanno imposto a tutti i Paesi sviluppati di far adottare ai sistemi bancari di ciascuna nazione delle regole di compliance che permettessero di “tracciare” la movimentazione di denaro di ciascun cittadino. Tutto nasce, insomma, da un’idea abbastanza presuntuosa – presuntuosa perché sappiamo che il terrorismo utilizza altre strade, che non sono certo quelle delle banche e dei bonifici – di controllare i flussi di denaro del terrorismo: si tratta di una pretesa assurda. Peraltro, se gli Stati Uniti hanno imposto questa forma di regolamentazione per lottare contro il terrorismo, gli Stati hanno trasformato questo strumento in una mera risorsa di distorto controllo fiscale.

“Il risultato è che per un imprenditore è diventato impossibile, non solo in tutta Europa ma anche in Svizzera e in Russia, aprire un contro corrente in tempi minimamente ragionevoli – aggiunge Preatoni –. Ho una lunga serie di esempi che potrei portare a testimonianza di questa tesi. Penso ad esempio ad una dipendente di una mia società che, in Lettonia – dove l’uso del contante è ridotto al lumicino – non riesce ad ottenere un mutuo perché nella sua banca hanno maturato il sospetto che faccia transazioni sospette. Su quali basi? La signora in questione ha la pessima abitudine di prelevare, tutti i mesi 150, 200 euro in contanti. Dal canto mio posso raccontare di come in Svizzera, per poter trasferire sul mio conto personale del denaro di una società da me fondata e di cui ero amministratore, ho dovuto siglare un contratto tra me stesso e me medesimo. Senza quel giustificativo la mia banca si rifiutava di effettuare il passaggio di denaro.”

Il problema, vero, è secondo Preatoni, che la compliance da strumento per tracciare possibili rischi di terrorismo è diventata una sorta di cane da guardia della banca contro la banca, che non riesce più a gestire correttamente i rapporti coi clienti. E i clienti – esattamente come accaduto al sottoscritto – sopportano e si adeguano alle richieste più assurde senza lamentarsi, perché temono una segnalazione da parte della vigilanza. Il risultato è che non funziona più niente.

“Una volta si diceva che nel capitalismo fosse permesso tutto quello che non fosse vietato – conclude Preatoni –: dopo anni di carriera posso dire che nel sistema economico moderno è vietato tutto quello che non è permesso. Non funziona più niente e i burocrati regnano. Però, in un simile stato di prostrazione non solo dell’economia globale ma anche del sistema bancario, qualcosa dovrà necessariamente cambiare, altrimenti faremo morire l’idea stessa di imprenditorialità che, dal secondo dopoguerra, ha permesso lo sviluppo delle società moderne così come le conosciamo.”

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