La proroga del blocco dei licenziamenti è sfumata. Inserita, poi cancellata, poi inserita di nuovo, poi oggetto di uno scontro furioso tra il ministro del Lavoro, Orlando, l’Esecutivo Draghi e Confindustria, assolutamente contraria all’estensione della misura. Fino al 30 giugno rimarrà tutto così com’è, con la possibilità, quindi, per le imprese di chiedere la Cassa Integrazione Covid-19 senza che scatti più la proroga automatica del divieto di licenziare di ulteriori 60 giorni, fino al 28 agosto, come inizialmente ipotizzato dalla bozza del ministro del Lavoro. Dal 1° luglio, però, le aziende di manifattura e costruzioni usciranno dalla cig Covid-19 e non avranno più divieti automatici di licenziare. Le imprese ancora in difficoltà, tuttavia, potranno tornare ad accedere alla cassa integrazione ordinaria o straordinaria, senza pagare i contributi addizionali fino al 31 dicembre. Solo per costoro, vale a dire per le realtà che utilizzeranno questa cig “scontata”, si allungherà il divieto di licenziamento per tutta la durata in cui fruiranno della cassa integrazione.

“La differenza rispetto alla proposta di Orlando è questa – spiegavano un paio di giorni fa Giorgio Pogliotti e Claudio Tucci sulle pagine del Sole 24 Ore –. Nella disposizione presentata dal ministro del Lavoro la scorsa settimana si introducevano due novità. Primo: se una impresa chiedeva la cig Covid-19 da utilizzare entro fine giugno (dalla data di entrata in vigore del Dl) si sarebbe vista prorogare il blocco dei licenziamenti fino al 28 agosto. Seconda: dal primo luglio l’impresa che utilizzi la cassa ordinaria non pagherà le addizionali, ma al tempo stesso non potrà licenziare mentre utilizza la cig. Con la mediazione dei tecnici del governo si è cancellata la prima parte della norma, confermando, con lievi aggiustamenti, la seconda, in base al principio che chi usa la cig “scontata” non può licenziare finché la utilizza.”

Pesanti le critiche da parte dei sindacati. “Consideriamo inaccettabile e socialmente pericolosa la posizione della Confindustria che si ostina a rifiutare la proroga del blocco dei licenziamenti in questa fase, tanto più alla luce dei finanziamenti di carattere sia generale sia specifici, destinati alle aziende e mai selettivi”, hanno dichiarato in serata i segretari generali di Cgil Maurizio Landini, Cisl Luigi Sbarra e Uil Pierpaolo Bombardieri in una nota congiunta. Il dl Sostegni bis stanzia una ventina di miliardi su quaranta a favore di imprese ed attività commerciali.

Secondo le stime delle parti sociali, riportate qualche giorno fa dal Fatto Quotidiano e suffragate dalle previsioni di Banca d’Italia, la rimozione del blocco rischia di produrre 500mila nuovi disoccupati. Maurizio Stirpe, uno dei 14 vicepresidenti di Confindustria, ha detto di attendersi un impatto più moderato. Va detto che il blocco dei licenziamenti non ha impedito alle aziende di alleggerire la forza lavoro. Principalmente non rinnovando contratti a termine, ma anche non rimpiazzando personale in uscita per ragioni anagrafiche. La crisi si è già scaricata sui lavoratori.

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