C’è chi viene e c’è chi va. Mentre la Gran Bretagna sta – faticosissimamente – cercando di liberarsi dall’Unione, mentre in Italia uno straccio di dibattito sull’Italexit esiste, la Croazia ha deciso di buttarsi nelle braccia della Merkel e di Macron e di entrare nella moneta unica. Auguroni. Noi abbiam già visto com’è andata.

Il Paese della ex Jugoslavia aveva fatto il proprio ingresso nell’Unione europea nel 2013: qualche giorno fa avrebbe avviato la procedura per entrare nel Meccanismo di scambi europei (Erm II), che potrà permettere alla Croazia di aderire alla moneta unica. La notizia è stata data – non senza una nota d’orgoglio – dalla Banca nazionale croata (Hnb).

“La Croazia spera di integrare l’Erm II, detto «l’anticamera» dell’euro, entro la metà del 2020  – scriveva il sito del quotidiano Il Messaggero – e di entrare nella zona euro tre anni dopo, diventando il ventesimo paese della moneta unica. Al primo gruppo di 11 paesi, che hanno adottato l’euro nel 1999 (il contante è stato introdotto nel 2002), si sono poi aggiunti Grecia (2001), Slovenia (2007), Cipro e Malta (2008), Estonia (2011), Lettonia (2014), Lituania (2015).”

Una lettera relativa all’intenzione di adottare il meccanismo, firmata dal ministro delle Finanze Zdravko Maric e dal governatore della Banca nazionale Boris Vujcic, sarebbe stata inviata ai Paesi della zona euro e alle istituzioni dell’Unione europea, nella quale si spiegherebbe il piano di riforme che Zagabria intenderebbe attuare per raggiungere il suo obiettivo.

“La Croazia negli anni più recenti ha fatto una serie di progressi per diminuire gli squilibri, uscendo nel 2017 dalla procedura di deficit eccessivo – conclude il Messaggero –. Nel mese di aprile 2019 il salario medio in Croazia risultava pari a 6.434 kunas (870 euro), con un tasso di disoccupazione all’8,5%. Secondo le autorità locali, l’adesione alla moneta unica porterà una serie di vantaggi per il Paese, considerando che l’80% dei depositi bancari è già in euro e che i suoi principali partner sono Stati della zona euro.”

Insomma: Zagabria ha fatto i compiti a casa per abbandonare la kuna e meritarsi la moneta unica. I nostri vicini sono sicuri di fare un affare?

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