Fa ridere il dibattito politico sulla manovra economica di questi giorni, come scrive Giovanni Liturri sulle pagine della testate online Start Magazine parlando del disegno di legge finanziaria che è in arrivo al Senato per la relativa discussione: “Dopo che gli italiani avevano già realizzato che non sapevano che farsene di una riduzione di tasse rispetto ad un paventato aumento e che per loro contava il fatto che le tasse aumentavano rispetto al 2019 – scrive Liturri –, al Governo hanno pensato di replicare, sperabilmente con maggior successo, lo stesso copione.”

E così è partito il fuoco di filo di dichiarazioni, soprattutto da parte renziana, tutto finalizzato ad intestarsi il merito di una probabile riduzione, o meglio rimodulazione secondo la neolingua, del paventato aumento della tassazione legata all’utilizzo delle auto aziendali e della ormai famigerata plastic tax. Due tra gli elementi più discussi dell’aumento di imposte per complessivi circa 8 miliardi previsto per il 2020.

In realtà il Documento Programmatico di Bilancio (DPB) sin dal 15 ottobre, assieme alla lettera di approfondimenti del 23 ottobre, riportava per filo e per segno, con relativa previsione di gettito, tutte le misure che oggi leggiamo nel Decreto e nel disegno di legge di bilancio. “In 62 pagine fitte di grafici e tabelle – aggiunge Liturri –, a proposito delle auto aziendali, a pagina 44, sotto la rubrica ‘promuovere la sostenibilità dell’ambiente’, leggiamo testualmente: ‘c) Incremento dal 30% al 100% nella determinazione della base imponibile ai fini IRPEF del reddito ritraibile per le auto aziendali più inquinanti’. Emerge quindi, in modo inequivocabile, che: 1) l’aumento faceva già parte da tempo delle promesse fatte alla Ue. 2) che il gettito previsto era pari a circa 500 milioni e che ora, con l’ultima modifica, dovrebbe scendere ad oltre 300 milioni, cioè altre tasse sui lavoratori dipendenti.”

C’è solo da rilevare che, siccome serviva raggiungere l’obiettivo di entrate promesso alla Ue, il Governo si è lasciato sfuggire la mano ed ha esteso l’aumento a tutte le auto, non solo quelle ‘più inquinanti’. Salvo poi fare una parziale retromarcia, raddoppiando la tassazione per alcune meno inquinanti e triplicandola per le altre.

“Come nel libro ‘1984’ di Orwell, al Governo vorrebbero che esultassimo per la razione di cioccolato aumentata a 20 grammi, sperando che nessuno ricordi che ieri era di 30 grammi. Ma, quale che sia la razione di cioccolato, non potrà mai addolcire l’amarezza nel vedere, per l’ennesimo anno, il Parlamento fare finta di discutere per 2 mesi una legge il cui saldo finale è stato già promesso e definito con la Ue. Ridotto a fare da comparsa ed incapace di incidere sostanzialmente nel contenuto di una legge fondamentale per lo sviluppo dell’Italia – conclude Liturri –. Non è esattamente quello che i nostri Padri Costituenti avevano previsto quando scrissero la Costituzione sulle macerie ancora fumanti del nostro Paese.”

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