Il governo sta dimostrando – nella crociata che ha deciso di avviare conto i contanti – di essere piuttosto confuso. E soprattutto sembra molto determinato a tentare di abituare e spingere i cittadini a non chiudere più un occhio contro chi propone “l’affare in nero”. Si tratta di un’opera meritoria e assolutamente corretta, che rischia però di scatenare una caccia alle streghe già vista nel passato e, soprattutto, assolutamente inutile, come ha spiegato ieri, sulle pagine del Quotidiano Nazionale, il fondatore di questo blog, Ernesto Preatoni.

“Diversi anni fa, in un bar, m’è toccato assistere ad una scena imbarazzante. Località di mare, famigliola – madre e padre con un bimbo -: i tre prendono due caffè e un pacchetto di cicche, per una spesa di non più di tremila lire, 1,5 euro. Pagano distrattamente, escono dal bar e vengono letteralmente braccati da due agenti della finanza: “scontrino, prego” – scrive Preatoni –. Non lo trovano: multa per loro e per il negoziante. Non voglio assolvere il barista evasore e neanche il cittadino connivente, mi lascia basito il clima da caccia alle streghe, che si sta instaurando, nella speranza che i cittadini facciano il lavoro di chi dovrebbe controllare.”

“Qualcuno propone il 10% delle detrazioni di quanto i consumatori potranno dimostrare di aver speso con la carta di credito. Qualcun altro si spinge a ipotizzare che i consumatori potranno accedere alle detrazioni previste per le ristrutturazioni solo per quelle spese sostenute tramite pagamento tracciabile – aggiunge Preatoni –. Davvero pensano che il buco di bilancio in Italia sia colpa dell’idraulico?”

“Temo che a Roma si faccia finta di non vedere i due elefanti nella stanza in cui si discute la riforma fiscale. Il primo riguarda l’imposizione fiscale che – soprattutto per i piccoli imprenditori – è insostenibile. Il secondo sono grandi evasori?”, conclude Preatoni. Se si vuole dare un esempio, si dovrebbe iniziare con le grandi aziende che hanno fatto dell’elusione una religione. Qualunque intervento su questo fronte risulterà, però, totalmente inutile, finché ciascuno Stato potrà applicare tassazioni differenti: o i Paesi della Ue decidono di introdurre l’unione fiscale e marciare congiuntamente, oppure qualunque lotta contro la vera evasione è destinata a fallire, dato che le grandi aziende continueranno a scegliere le nazioni fiscalmente più attraenti.

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