Libertè, Fraternitè, Fragilitè: è l’Europa bellezza. O almeno un pezzo.  Purtroppo delle prime due affermazioni non c’è traccia evidente se non nei comizi e nelle dichiarazioni ufficiali: difficile, infatti, pensare che, in questo momento i greci si sentano in grande “fraternitè” con i tedeschi.  Quanto alla “libertè” basta guardare a quello che si vede in giro con l’obbligo del pensiero unico imposto dall’euro: rigore, austerità, tagli, recessione. Chi dice altro è scomunicato.
Quello che invece è presenta in grande quantità è la “fragilitè”. Mai come in questo momento l’economia dell’eurozona appare esposta a mille pericoli. Se non esplode è solo grazie al narcotizzante  spruzzato da Mario Draghi. Vista la situazione, però, appare come la morfina somministrata al malato terminale. Il suo bazooka ha abbattuto i tassi d’interesse e questo ha permesso a Paesi come l’Italia di contenere i disavanzi. Altrimenti sarebbe stato come nel 2011, se non peggio. In realtà non c’è nessuno in Europa che stia facendo l’unica cosa che serva e cioè stimolare la crescita. Eppure Christine Lagarde, direttore del Fondo Monetario, non perde occasione per ripeterlo: se l’economia non ricomincia a crescere in maniera vigorosa non c’è nessuna speranza di far ripartire l’occupazione e rimettere a posto i conti. Invece a Bruxelles continuano a dare calci al barattolo nella discesa sperando che qualcosa succeda. La Grecia ha pagato una rata del debito ma ha le casse vuote: come farà ad andare avanti? Renzi annuncia una manovra finanziaria che sembra tirata fuori dal cilindro dell’illusionista. Dice che troverà sedici miliardi senza tasse e senza tagli. Ovviamente dice il falso. C’è in arrivo, infatti, un’altra spruzzatina di tasse. A differenza del passato, però, a deciderle non sarà Roma ma direttamente il territorio. Così apprendiamo che cinque milioni di Italiani dovranno pagare un’addizionale Irpef. Si tratta degli abitanti di Piemonte, Liguria, Lazio, Abruzzo, Emilia-Romagna e Lombardia. Per recuperare i tagli imposti da Roma sono state aumentate le tasse locali. Altri tre euro di maggiorazione sui biglietti aerei serviranno a finanziare le nuove Aree Metropolitane. Si tratta delle aggregazioni territoriali che sostituiscono le Province. Una domanda: ma le Province non erano state soppresse per fare dei risparmi? E allora perché i tre euro in più? Non si capisce. O forse si capisce benissimo. È solo il gioco delle tre carte per nascondere la tremenda “fragilitè” dell’Europa.

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