Dopo Banca d’Italia, Fondo Monetario Internazionale, ci si mette pure Bruxelles. La Commissione Europea, la scorsa settimana, ha deciso di tagliare le stime di crescita per il 2019 dell’Italia. Di quanto? Addirittura un punto percentuale: dall’1,2% stimato nel novembre scorso, la scorsa settimana si è passati a un misero +0,2%. La colpa, ovviamente, sarebbe, secondo Junker e soci, del governo.

Secondo la Commissione nel 2019 assisteremo a una “frenata ciclica peggiore del previsto, amplificata da incertezza a livello globale e domestico così come da prospettive di finanziamento delle imprese assai meno favorevoli.” Secondo i tecnici di Bruxelles “una economia globale più debole del previsto e l’impatto di una elevata incertezza nelle scelte politiche sia sulla fiducia che sulle condizioni di finanziamento del settore privato potrebbero comportare un protrarsi del rallentamento economico”.

La colpa sarebbe insomma, in parte significativa, del governo e dell’incertezza che avrebbe creato all’interno del Paese e nelle relazioni con i partner. Lo spiega molto bene Beda Romano, l’inviato del Sole 24 Ore da Bruxelles: secondo la Commissione “la prima fase della frenata economica, la quale ha comportato una contrazione dell’economia nel secondo semestre del 2018, è da attribuirsi a una rallentamento del commercio internazionale. Successivamente, la frenata è da imputare a una debole domanda interna, soprattutto sul fronte degli investimenti, sempre per via di incertezza politica. Lo sguardo corre a una maggioranza litigiosa, oltre che a misure controverse.”

Verrebbe da dire: e ti pareva? E per il futuro. Ovviamente Bruxelles prevede piaghe d’Egitto. “L’esecutivo comunitario – spiega ancora Il Sole 24 Ore – si aspetta che la crescita economica rimanga ‘anemica’ nel primo semestre di quest’anno. Da tempo, il paese ha l’economia più debole della zona euro. Questa volta le stime di Bruxelles sono particolarmente sorprendenti perché mostrano uno straordinario divario tra l’Italia e gli altri paesi. La Germania, il secondo nella classifica degli stati membri messi peggio in termini di crescita, dovrebbe vedere la sua economia espandersi nel 2019 dell’1,1 per cento.”

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