La vera ragione della protesta dei “gilet gialli”? Non è il mero aumento del prezzo del gasolio, quanto il tentativo di bloccare un piano, voluto dalle élites europee tedesche e francesi, per essere la prima area geografica a imporre la transizione dall’auto a combustibile a quella elettrica. L’idea è quella di far pagare – alle già impoverite classi medie europee – questo passaggio che permetterebbe all’1% più ricco dell’Unione di mantenere inalterata la propria quota di ricchezza.

Sembra fantapolitica e fantafinanza, ma non lo è, come spiega molto bene un articolo di Mitt Dolcino pubblicato dal sito di informazione Startmag: “Macron – il rappresentante delle élite d’oltralpe ed europee – vuole imporre per legge una transizione economica sebbene questa sia ingiustificata, da qui il popolo che si ribella – scrive Dolcino –. Detta transizione imposta per legge (europea) è la sostituzione delle auto a ciclo termico con quelle elettriche.”

In sostanza, secondo Dolcino, l’asse franco-tedesco vorrebbe “innescare la crescita creando una infrastruttura elettrica paneuropea in grado di innescare sviluppo, a vantaggio soprattutto dei Paesi produttori (e pagato soprattutto dei Paesi solo consumatori) – spiega Dolcino –. In tale contesto la Germania dovrebbe produrre soprattutto le auto elettriche e la Francia fornire soprattutto l’energia pulita, ossia quella nucleare. I gilet gialli rappresentano la risposta (negativa) della gente (francese), che non accetta l’imposizione di detta transizione semplicemente perché non se lo può permettere, non avendo i soldi per pagarla. Da qui la protesta della classe media francese, che sa farsi sentire molto bene.

Dietro tale imposizione ci sarebbe la necessità di mantenere intonsi i grandi patrimoni elitari, oggi immensi come non succedeva dall’inizio dello scorso secolo. Patrimoni guadagnati a scapito dell’impoverimento del 99% della gente ossia dei consumatori: “Se la crescita globale non ripartirà – conclude Dolcino – le proteste per l’ineluttabile crisi economica che seguirà comporteranno future richieste di indennizzo, da far pagare ai miliardari che tanto e forse troppo si sono arricchiti dall’inizio dell’epoca dell’euro alle spalle del 99% e passa della popolazione”.

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail