In Europa il grande malato fra le banche non è italiano, ma tedesco: si chiama Deutsche Bank, è una “banca sistemica” – uno di quegli istituti così grandi che secondo l’Unione non può essere fatto fallire, dato che un simile evento creerebbe una crisi globale – che da anni tenta di uscire da una crisi che sembra non passare mai. Ha appena annunciato un piano draconiano – fatto di tagli a costi e personale – che, secondo il Sole 24 Ore, dimostra una sola grande verità: il modello delle banche americane ha vinto e l’Europa ora rischia di cedere sovranità agli Usa in un settore strategico come quello finanziario.

Per tutte le banche dell’Unione, a partire da Deutsche Bank, il vero problema sarebbe la redditività che, tranne in pochi casi, oggi è inferiore al costo del capitale. Negli Usa invece circa l’80% delle grandi banche ha ritorni superiori al costo dell’equity. Facile intuire chi attrae di più l’interesse degli investitori.

Come spiega Alessandro Graziani nel suo articolo pubblicato qualche giorno fa sul sito del Sole 24 Ore, l’iper-regolamentazione del settore a livello internazionale, pur creando banche più solide, sta penalizzando gli istituti europei che si trovano a fronteggiare normative Ue e regulation nazionali. Una risposta possibile al calo della redditività passa dalle aggregazioni, anche cross border, che però non saranno realizzabili con efficacia finché non sarà creata una vera Unione bancaria.

“Le divisioni europee rischiano di indebolire un settore come quello bancario che invece dovrebbe essere decisivo anche nel promuovere il mercato unico dei capitali – conclude Graziani –, dove ormai, anche in Europa, dominano le big banks Usa che conquistano quote di mercato nei business più redditizi e già oggi hanno un ruolo dominante in Europa nel collocamento dei bond aziendali e, da primary dealer, stanno edificando un oligopolio nel classamento dei titoli di Stato emessi dai governi europei. E collocati presso gli asset manager, altro mercato in cui dominano i colossi Usa e asiatici. Senza troppo clamore, l’Europa rischia di cedere sovranità agli Usa in un settore strategico come quello finanziario.”

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