Libra, la nuova moneta elettronica inventata da Mark Zuckerberg – il fondatore di Facebook –, è destinata a uccidere definitivamente il modello delle banche commerciali classiche. Con buona pace di tutti i banchieri centrali che, negli ultimi mesi, hanno dichiarato di volerle difendere, insieme alle valute classiche, dall’assalto delle criptomonete.

Lo racconta il fondatore di questo blog, Ernesto Preatoni, nel suo intervento di lunedì scorso sulle pagine economiche del Quotidiano Nazionale: “Sui conti correnti degli Italiani – scrive Preatoni – oggi ci sono circa 1.400 miliardi di euro: solo tra il 2017 e il 2018 questo tesoro è cresciuto di oltre 30 miliardi. Questo dimostra che risparmiatori hanno paura di investire e che si fidano più delle banche che del mercato. Si fidano nonostante la fase di estrema difficoltà che le banche attraversano, e che avevo previsto ben tre anni fa, quando ho scritto il libro “Non regalatemi una banca salvo che…”. La tesi era la seguente: le banche non valgono più niente, neanche la licenza bancaria. Gli istituti di credito fanno due mestieri: intermediare il credito e assicurare transazioni e trasferimento di denaro.”

L’intermediazione del credito, secondo Preatoni, è un ruolo che le banche vanno sempre più abbandonando: è rischioso e richiede troppi accantonamenti a bilancio. Nel frattempo, spuntano come funghi piattaforme di crowdfunding che – nel lungo termine – potrebbero soppiantare gli istituti su questo segmento di mercato. La festa è finita anche sul fronte dell’attività di “money trasfer”: la parola fine l’ha messa Mark Zuckerberg quando ha annunciato la nascita di Libra, la nuova criptovaluta di Facebook.

“Il social network potrebbe, a breve, mettere a disposizione un “portafoglio virtuale” con cui gli utenti potrebbero pagare facilmente un pasto, realizzare transazioni e pure spostare denaro – conclude Preatoni –. Se Libra dovesse entrare nella vita di tutti i giorni, il modello di business delle banche sarebbe sostanzialmente finito. Il sistema, ovviamente, cerca di difendersi: la Fed ha già “bloccato” Libra, ma per quanto potrà durare? Il mercato vince sempre. Tre anni fa avevo provato a coinvolgere almeno due istituti di credito in un progetto per valorizzare l’unico asset rimasto alle banche: la fiducia che i risparmiatori ripongono in esse. L’idea era trasformare gli istituti in intermediari, che potessero far investire in clienti in aziende non quotate. Nessuno mi ha dato ascolto, stiamo ora a vedere cosa accadrà.”

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail