L’Italia ha scampato la procedura di infrazione, dimostrando – numeri alla mano – di poter ridurre facilmente il proprio indebitamento, nell’arco dei prossimi tre anni, come ha dovuto ammettere anche il Commissario Pierre Moscovici che, alla fine, ha dovuto commentare: “Avevamo posto tre condizioni: compensare lo scarto per il 2018, portare quello del 2019 da 0,3 e ottenere garanzie sul bilancio 2020. Il Governo ha approvato un pacchetto che risponde alle nostre tre condizioni”

L’economista ed ex ministro, Giorgio La Malfa, in un articolo pubblicato qualche giorno fa dalla testa online Start Magazine, ha spiegato come ha fatto il nostro Paese ad uscire dalla morsa in cui l’Unione aveva tentato di stritolarlo: “la Commissione  – spiega La Malfa – ha preso atto che il Governo italiano ha introdotto diverse misure correttive del fabbisogno con il bilancio di assestamento approvato dal Consiglio dei Ministri una settimana fa e con un decreto-legge, di cui non si è letto quasi nulla sui giornali, che blocca una serie di fondi non ancora spesi e li rende non spendibili nei prossimi mesi. Queste decisioni portano a una correzione piena dello scostamento denunciato dalla Commissione e fanno sì – ha detto Moscovici – che lo scostamento dal 2 per cento di deficit concordato nel dicembre scorso dal Governo italiano e il 2,4 per cento calcolato dalla Commissione (che vale fra 7 e 8 miliardi di euro) dovrebbe essere stato riassorbito. Moscovici ha aggiunto che in qualche modo questa correzione serve anche a mettere a posto il bilancio del 2018.”

Quanto invece al 2020, spiega ancora La Malfa, la Commissione ha preso atto della dichiarazione di volontà del Governo italiano di volere restare rigorosamente entro le cifre concordate. “È ovvio che si tratta di un impegno molto pesante perché nel limite concordato è compreso un aumento dell’IVA che l’attuale maggioranza intende a ogni costo evitare e questo pone il problema di recuperare una cifra vicina a 20 miliardi di euro.”

Ora, secondo la Malfa, sarà interessante vedere se i due capi dei partiti della maggioranza “resteranno al Governo per realizzare politiche concordate con la Ue o sceglieranno di far cadere il governo con il rischio di assumersi la responsabilità di una crisi senza ovvi sbocchi? Questa è materia per i prossimi mesi. Per oggi è lecito un sospiro di sollievo.”

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