È solo per il nostro bene. Non per fare soldi, come qualcuno maliziosamente potrebbe sospettare… L’elenco delle tasse nate per estirpare i vizi sono molte. Si cominciò con la sugar tax, l’imposta sullo zucchero. Il primo a parlarne fu il governo di Mario Monti che ipotizzò una tassa sulle bibite con le bollicine come la Coca Cola… Ufficialmente era una misura per correggere i comportamenti alimentari. In realtà servivano a recuperare 250 milioni.

Lo Stato non si preoccupa solo di che cosa beviamo, ma anche di come ci divertiamo. Non a caso nella manovra che il governo si appresta a varare è stata inserita un’altra stretta sulle slot machine, le macchinette mangiasoldi che si trovano nei bar e nelle sale giochi. Anche in questo caso la decisione non ha nulla a che fare con le questioni di bilancio. No, lo Stato aumenta il prelievo solo per scoraggiare quelle persone che si giocano lo stipendio tentando la fortuna nei bar o nelle discoteche. Naturalmente, anche i sassi sanno che per fermare la mania del gioco non basta aumentare le tasse né ridurre la vincita. La ludopatia è una dipendenza che va curata da un medico. Non dall’Agenzia delle Entrate. Dalle parti di palazzo Chigi però preferiscono credere che tutto si possa risolvere applicando imposte più pesanti che rendano meno conveniente il gioco. Naturalmente senza esagerare, perché nonostante combatta le slot machine e tutte le altre forme di azzardo lo Stato poi deve portare a casa i suoi soldi. Si tratta di dieci miliardi, senza i quali nel bilancio pubblico si aprirebbe una voragine. Dunque, va bene combattere la ludopatia, ma con cautela: vedi mai che gli italiani decidessero di ascoltare le raccomandazioni smettendo di giocare.

Lo Stato è anche preoccupato per l’alto numero di persone insistono a fumare sebbene i pacchetti siano ormai ricoperti di scritte terrorizzanti. Far pagare un pacchetto come un lingotto non è servito. Milioni di italiani insistono a recarsi dal tabaccaio. Nonostante il fallimento il governo non demorde e nella nuova manovra, prepara un aumento della tassazione che colpirà soprattutto i pacchetti più economici, cioè quelli consumati dai fumatori che appartengono ai ceti meno abbienti, ai quali però l’esecutivo conta di scucire almeno 200 milioni. Insomma, lo Stato etico è al lavoro per farci stare meglio. Fatte le somme, tra bibite, giochi e sigarette, ci alleggerirà di circa 2,5 miliardi, ma certo fa tutto questo solo per la nostra salute. Del resto, se ci ammalassimo, come potrebbe continuare a spremerci?

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