L’Unione attacca la Svizzera, perché la Gran Bretagna colga il segnale. Bruxelles ha deciso di togliere a Ginevra la condizione di “equivalenza finanziaria” per la Svizzera, per mandare un segnale trasversale al Regno Unito sui rischi che uno scenario di Brexit no-deal potrebbe comportare per i mercati finanziari britannici nel rapporto con le piazze finanziarie dell’UE.

Ce lo racconta, in un’interessante analisi pubblicata sulla testata online Start Magazine, Fabio Vanorio: “Dal 30 giugno scorso – scrive –, la piazza finanziaria di Zurigo (quarto mercato europeo per valore scambiato) ha subito un forte colpo inferto da Bruxelles con il blocco della c.d. ‘equivalenza’ con l’area finanziaria dell’Unione Europea, negata dopo la mancata conclusione di un accordo commerciale tra le due parti. Di tale equivalenza ho già parlato in termini di “passaporto europeo” riferito all’opportunità per le banche islamiche con sede nel Regno Unito di godere del riconoscimento di intermediario finanziario comunitario nel resto dell’Ue.”

La decisione di Bruxelles di bloccare il riconoscimento della Svizzera come sede “equivalente” di negoziazione rappresenterebbe, spiega l’autore, una sospensione resa necessaria dalla mancata conclusione di un negoziato teso ad indurre Berna a firmare un accordo quadro globale (coinvolgente anche materie come libera circolazione dei lavoratori e commercio) con Bruxelles in sostituzione dei 120 accordi bilaterali negoziati tra le due parti dal 1992. Il nuovo accordo è in fase di negoziazione da anni, è stato firmato dal governo svizzero, ma è stato finora respinto dal Parlamento svizzero e dai cantoni.

“Terminando brutalmente la concessione della condizione di ‘equivalenza finanziaria’ per la Svizzera – conclude Vanorio –, implicitamente Bruxelles ha inviato un forte segnale anche al Regno Unito sui rischi che uno scenario di Brexit no-deal potrebbe comportare per i mercati finanziari britannici nel loro rapporto con le piazze finanziarie dell’UE.”

L’Unione, insomma, mostra i muscoli con la Svizzera per far intendere a Londra cosa potrebbe accadere alla Gran Bretagna se il Regno Unito si sognasse mai di uscire senza un accordo dall’Unione. Una scommessa davvero rischiosa quella della “banda” di Bruxelles, che rischia di scontrarsi col popolo che non ha mai accettato di piegarsi nessuno, come, ancora oggi, ricordano le figure e le scelte di Winston Churchill e Margaret Thatcher. Sono sicuri di Merkel e compagnia di voler far i bulli con Londra?

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