La fusione tra Renault e Fiat, pardon, il gruppo FCA era cosa fatta. I documenti erano pronti da firmare e i padroni dei due colossi dell’auto già si davano grandi pacche sulle spalle. Sarebbe stata una grande occasione tanto per la Francia quanto per l’Italia. Ma, poi, lo Stato francese, nella persona del caudillo Macron c’ha messo il dito. E le nozze son saltate.

Il motivo? Lo spiega molto bene Alessandro Aresu, in un articolo pubblicato sul sito Start Magazine, in cui, prima di tutto chiarisce molto bene come La Francia sia il Paese più sovranista d’Europa: “La Francia è il Paese europeo che ha “inventato” e che pratica di più il cosiddetto sovranismo, soprattutto nell’ambito economico. L’Agenzia di partecipazioni dello Stato definisce quote e obiettivi dello “Stato azionista”, tra le cui partecipazioni vi è la stessa Renault. L’amministrazione è garantita con continuità dall’alta burocrazia francese pubblica e privata, nel cui ambito è stato peraltro elaborato, da Bernard Esambert, il concetto contemporaneo di guerra economica”.

Ora: il Gruppo FCA ha fatto una proposta a Renault, industrialmente valida, tant’è vero che la Casa francese l’ha valutata positivamente. Il Governo francese però, che di quella casa automobilistica è grande azionista, ha iniziato a chiedere “garanzie”. Di che tipo? Semplice: in Francia i posti di lavoro non si tagliano. In Francia deve restare una base operativa. In Francia devono essere garantite una serie di condizioni ai lavoratori francesi. Con buona pace di quelli Italiani e di quelli stranieri. Perciò, alla fine, l’affare si poteva fare solo se avesse fatto comodo a Macron.

Il Premier francese – che politicamente non se la passa bene e che è sfiancato dai gilet gialli e che per giunta ha perso le Europee – ha, in questo momento un grande problema. Si chiama Alstom, che da ministro dell’Economia Macron vendette agli americani di General Electric. Da allora lo accusano di aver de-industrializzato il Paese. E così il deal con FCA non si deve più fare, fine dei giochi.

Se, però, sono i francesi a palesarsi in Italia con il portafogli bello gonfio a comprare i nostri marchi del lusso, le banche o addirittura il risparmio degli italiani, nessuno deve fiatare. Soprattutto il nostro governo di “sovranisti”. Siamo alla farsa, in quest’Europa, dove anche il mercato più che comune sembra un mercato coloniale.

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