Sul sito del settimanale Panorama è apparsa un’interessante intervista di Luca Telese a Claudio Borghi, Presidente della Commissione Bilancio della Camera, sul tema Mini Bot. C’è un passaggio di questa intervista particolarmente interessante, in cui Borghi spiega perché Mario Draghi si sia spinto a dire che i Mini Bot “o sono illegali, oppure rappresentano nuovo debito pubblico.”

Secondo Borghi non sono vere né l’una né l’altra cosa. I Mini Bot, spiega, non possono essere considerati valuta perché la cosa che definisce la moneta è l’obbligo di accettarla. Per questo la carta di credito non è una moneta. Un assegno non lo è, anche se lo si può usare per pagare: non sarà obbligatorio accettare i Mini Bot, quindi non potranno, tecnicamente, essere considerati moneta.

D’altro canto – spiega ancora Borghi – i Mini Bot non possono neanche essere considerati nuovo debito. “Qui si arriva a un grave paradosso delle regole europee” – dice, nel colloquio con Telese – ovvero “Il debito calcolato per i criteri europei è esclusivamente quello liquidato.” Cosa significa? “Sei un Comune. Ti serve un idraulico per riparare una perdita in una scuola. Fai una gara, chiami un idraulico, autorizzi una spesa di mille euro – spiega Borghi – Per l’Europa finché non lo paghi quel debito non esiste. Se però emetto un Btp per pagare quei mille euro, il debito emerge. Siccome nel momento stesso in cui lo emetto ho il debito, la via che sceglie la Pubblica amministrazione è semplice: non pagare.”

“Quindi se il Minibot non è la soluzione giusta che si fa?”, chiede Telese. “Allora Draghi dovrebbe dire esplicitamente: vogliamo che non paghiate i fornitori, così quel debito non emerge.”, conclude Borghi. In sostanza: il quadro che emerge è il seguente. La Bce, prima, e l’Unione, poi sono terrorizzati, prima di tutto, dall’idea che uno strumento come quello dei Mini Bot possano far emergere la vera entità del debito pubblico nei Paesi membri, non solo l’Italia.

In secondo luogo, sono terrorizzati dalla possibilità che il Mini Bot possa trasformarsi da scialuppa per l’Italia il giorno in cui il Paese decidesse di lasciare l’Euro. “Perché pur non essendo moneta è un mezzo di pagamento alternativo? Allora vietino le carte di credito e i buoni pasto.”, chiosa piccato Borghi.

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