In un’articolo, pubblicato ieri sulle pagine economiche del Quotidiano Nazionale, Ernesto Preatoni – fondatore di questo blog – torna a lanciare l’allarme. Le politiche neoliberiste spinte dell’Unione Europea assecondano il turbocapitalismo globale, che, a furia di gonfiare il debito attraverso l’alleggerimento monetario, aumentano le differenze tra ricchi e poveri e rischiano di creare una pericolosa bolla sui mercati.

“Il mondo di oggi sta seduto su 70mila miliardi di indebitamento degli Stati (l’80% del Pil) e 245miliardi miliardi di dollari di debito complessivo, due volte e mezzo il Pil globale – scriveva ieri Preatoni –: Leggendo il testo delle previsioni economiche di primavera sull’Italia della Commissione Europea, mi sono convinto che Bruxelles sia – forse per insipienza – ingranaggio attivo di questo meccanismo perverso in cui le economie sviluppate, quella dell’Italia in primis, rischiano di restare schiacciate.”

La ricetta per risollevare la nostra economia secondo l’Europa, spiega Preatoni, sarebbe “La possibile attivazione delle clausole di salvaguardia sull’aumento dell’Iva nel 2020 e la spesa potenzialmente più bassa per le nuove misure delineerebbero uno scenario fiscale migliore”. In sostanza Bruxelles auspica che il governo lasci aumentare l’Iva, perché questa scelta, sempre secondo l’Unione, avrebbe delle ricadute positive sull’economia. Si tratta di una valutazione a dir poco curiosa, dal momento che l’aumento dell’Iva avrebbe sicuramente degli effetti recessivi e – com’è stato spiegato anche sulle testate nazionali – colòirebbe in maniera più pesante soprattutto i ceti più poveri.

“Trovo di una gravità inaudita il fatto che l’Europa, invece di provare a far ripartire le economie dei Paesi fermi, come Italia e la Germania, attraverso un uso intelligente della leva fiscale, continui ad accanirsi con misure recessive – conclude Preatoni –, nella convinzione che queste porteranno una ripresa, sostenuta anche da una perenne stagione di tassi bassi, che non solo non potrà durare ma che presto potrebbe trasformarsi in una pericolosissima bolla. Sarebbe ora che si aprisse un dibattito serio sulla miopia di questo governo europeo in fatto di economia.”

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