Salvini ha vinto le elezioni in Italia e l’Europa che fa? Come i bambini, non gioca più? Molto peggio. Si vendica, con una lettera a orologeria, che alla fine, ha l’obiettivo di colpire gli elettori, che non hanno votato nella maniera giusta, secondo Bruxelles.

“Dovrebbe arrivare entro il fine settimana la lettera della Commissione Ue all’Italia che chiede chiarimenti sui `fattori rilevanti´ che hanno portato all’aumento del debito – scriveva lunedì l’Economia del Corriere della Sera, sul sito online della testata –. Secondo quanto si apprende, anche altri Paesi, tra cui il Belgio, riceveranno una richiesta di chiarimenti. L’Italia sarà messa in guardia dal rischio di sforamento dei conti già per il 2018, come indicato anche nelle ultime previsioni economiche. La risposta italiana sarà presa in considerazione nel rapporto sul debito che la Commissione Ue sta preparando. Bruxelles aveva da tempo annunciato che a giugno avrebbe messo i conti pubblici italiani nuovamente sotto la lente di ingrandimento.”

Insomma: neanche il tempo di concludere lo spoglio delle schede elettorali che Bruxelles sfodera le armi più appuntite. Una richiesta di chiarimento – che si trasformerà prevedibilmente nell’obbligo per i contribuenti italiani di sborsare altri soldi – al governo gialloverde, per cercare di bloccarne il già risicato margine di manovra. “Un’indiscrezione dell’agenzia bloomberg si spinge oltre – aggiunge l’Economia –: la Commissione europea starebbe considerando di proporre per l’Italia una procedura di infrazione sul debito del 2018 il prossimo 5 giugno. L’agenzia cita fonti vicine al dossier secondo cui la decisione potrebbe aprire la strada a una sanzione da 3,5 di miliardi di euro. Nell’ultimo anno il debito pubblico italiano ha toccato il 132,2% del prodotto interno lordo, aumentando anziché calare come era stato chiesto dalla Ue. Salvini, nelle prime dichiarazioni dopo il voto delle Europee ha subito dichiarato che intende ridiscutere con le autorità comunitarie i vincoli di bilancio. Successivamente Salvini, replicando alle indiscrezioni sull’invio della lettera da Bruxelles ha dichiarato: «Risponderemo che è finita l’era della precarietà».”

Il Corriere ricorda, correttamente, che l’anno scorso un analogo braccio di ferro aveva portato lo spread a toccare e superare i 300 punti. Insomma: Bruxelles ancora una volta gioca a intimidire un Paese membro, sperando che gli squali dei fondi hedge, fiutato l’odore del sangue, anzi, dei soldi, si buttino sulla preda e inizino a speculare sui titoli di Stato italiano. Vedremo come andrà a finire.

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