Il Corrierone nazionale, attraverso la penna di Dario Di Vico, ad agosto ha attaccato il Presidente della Consob, Paolo Savona. Secondo il giornale di via Solferino, Savona continuerebbe a esprimersi come se fosse ministro, dando messaggi politici, mentre presiede un’istituzione neutra. Critiche che Savona ha voluto rimandare al mittente con un interessante intervento su Milano Finanza.

“Se il debito pubblico italiano è esposto alle vicende del mercato per l’assenza di un lender of last resort, questa è materia che riguarda gli equilibri del mercato dei capitali, Borsa valori inclusa, dove i titoli di Stato sono parte importante sia direttamente, essendo risparmi da proteggere, che indirettamente, per gli effetti che ha lo spread sulla gestione del risparmio nelle sue forme finanziarie”, scrive Savona, secondo il quale la Consob non è un’istituzione “neutra”, come Di Vico sostiene. La Commissione ha, infatti, potere-dovere di denunciare le carenze del contesto, come fa giustamente la Banca d’Italia, e di proporre modifiche alle legislazioni aventi impatto finanziario; partecipa ai consessi europei e mondiali che le definiscono. In questi mesi sta svolgendo un ruolo propositivo in vista della creazione di un’unione europea dei mercati dei capitali che non abbia le stesse lacune delle altre istituzioni europee operanti.

“Nell’esercizio di questa funzione ho espresso a Rimini, come in altre occasioni, l’opinione che non si esce dalla crisi se la discussione sulla politica economica resta confinata al rispetto o meno dei parametri fiscali stabiliti a Maastricht e poi ancor più ristretti, se l’Iva va aumentata o meno e se lo stesso accade per altri singoli aspetti, resta in secondo piano il problema ben più importante di riportare in equilibrio i conti pubblici – aggiunge Savona –. La soluzione che ho suggerito è riprogrammare il bilancio pubblico stabilendo una linea di garanzia dei rischi per i cittadini bisognosi tale da non eccedere gli impegni europei e liberare risorse per gli investimenti, il motore della crescita.”

Una grande lezione di Paolo Savona, che se da un lato ha chiarito quali siano i reali compiti della Consob, ha anche chiarito come un funzionario dello Stato – nella funzione di “civil servant” – non si debba attenere ad intendere il proprio ruolo come mero impiegato di un’Istituzione, ma si debba impiegare perché il soggetto per cui lavora si esprima al massimo per il bene dello Stato.

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