L’uscita dell’Italia dall’Euro? Tornerà nelle agende politiche, perché il modello economico imposto dalla Germania ha definitivamente fallito. Lo racconta, nell’articolo pubblicato sabato scorso da Libero, l’imprenditore Ernesto Preatoni, che è anche fondatore di questo blog. Nel 2011, scrive Preatoni, la Merkel riuscì “a imporre al nostro governo una scelta ferale: distruggere la domanda interna, a suon di tasse e deprezzamento del mercato del lavoro, per trasformare l’Italia in una sorta di clone della Germania, un Paese-formica che fonda la propria economia sul risparmio, la produttività e le esportazioni.”

Come scriveva mercoledì 20 febbraio Federico Fubini, in un interessante articolo pubblicato sul Corriere della Sera: ‘La Cina siamo diventati noi, noi europei. Siamo la principale fonte di squilibri al mondo: vendiamo all’estero molto più di quanto compriamo e spesso lo facciamo grazie al lavoro a basso costo. Dal 2010 il saldo degli scambi dell’area sul resto del mondo è esploso da zero fino a un surplus fra i 300 e i 400 miliardi di euro. Nel frattempo, la quota di lavoratori dipendenti in condizioni di povertà in area euro è esplosa be sopra quota 9%. Questo è il dato che più avvicina la Grecia, l’Italia e la Germania.’

Il mondo ha, insomma, tollerato quest’Europa cinese per quasi dieci anni, ma con Trump gli Stati Uniti hanno definitivamente perso la pazienza: ora che il Presidente Usa ha dichiarato guerra all’auto tedesca, l’Unione sta faticosamente tentando di ricreare un mercato interno delle quattro ruote obbligando i consumatori a passare all’auto elettrica. Un bel modo che costruire una nuova filiera industriale e spingere i clienti a pagare il conto della transizione. Peccato che i tedeschi abbiano fatto i conti senza l’oste: i tempi per questo passaggio saranno lunghi e nel frattempo il popolo – che non è bue – si è accorto dello scherzo. Tant’è vero che i gilet gialli sono in rivolta.  La pazienza è, insomma, finita: lo si vede anche in Italia, con la protesta dei pastori sardi. Avanti di questo passo, molto presto la soluzione potrà essere solo una: abbandonare Germania e Francia a loro stesse e alla loro moneta unica, che tanti danni ha fatto.

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