Sabato scorso il quotidiano Libero ha pubblicato una lucidissima analisi del fondatore di questo blog, Ernesto Preatoni, che ha dedicato il suo editoriale a una domanda: ci siamo resi conto del fatto che l’Italia si è imposta sacrifici per l’Europa della Merkel che l’hanno obbligata a risparmiare su investimenti pubblici e infrastrutture? Il risultato è che il Paese si è sciolto nell’acqua dei temporali di novembre.

“Il settimanale l’Espresso ha appena pubblicato un’inchiesta al vetriolo con cui documenta il ruolo centrale di Juncker nelle politiche che hanno reso il Lussemburgo il primo paradiso fiscale interno all’Unione europea – scrive Preatoni –. Lo scandalo è scoppiato nel novembre 2014 con l’inchiesta LuxLeaks, un faldone di oltre 28 mila documenti riservati che hanno rivelato i contenuti degli accordi fiscali privilegiati con cui il Lussemburgo di Juncker ha garantito a 340 multinazionali di pagare meno dell’uno per cento di tasse.”

L’inchiesta racconta anche le manovre politiche dei singoli governi per bloccare i progetti europei di riforma fiscale e gli interventi diretti di Juncker a favore di multinazionali che ora sono al centro delle indagini europee sull’elusione fiscale. Questo signore, in sostanza, mentre si faceva bandiera e portavoce dell’Europa Unita – in nome del quale Paesi membri come l’Italia e la Grecia si sono imposti sacrifici enormi –, faceva gli interessi del Lussemburgo.

“Riprendiamo il tema dei sacrifici e passiamo alla riforma del Mes, di cui tanto si è scritto – aggiunge Preatoni –. L’Unione, ovvero Berlino, sta spingendo per una riforma del Meccanismo che penalizzi (e quando parlo di penalizzare penso a una cura in stile Atene) quei Paesi che dovessero trovarsi sull’orlo del dafault e con elevato debito pubblico. Di contro, però, la signora Merkel punta a trasformare lo “scudo salva Stati” in una sorta di “prestatore di ultima istanza” capace di ricapitalizzare direttamente le banche che ne abbiano bisogno, senza più passare per lo Stato cui appartengono. Questo significa che se il Meccanismo interviene per ricapitalizzare una banca fallita come Nord Lb (non a caso tedesca), l’iniezione di denaro non aumenterà il debito pubblico dello Stato a cui la banca appartiene.”

“E qui arriviamo allo sfascio dell’Italia, che si sta letteralmente sciogliendo nella pioggia di novembre – conclude Preatoni –. Ho passato anni a sgolarmi per cercare di spiegare che l’Euro, l’unione monetaria e, più in generale, tutto il sistema del fiscal compact erano una pazzia che stava soffocando l’Italia e gran parte d’Europa a favore degli interessi di pochi. Il nostro Paese si è dissanguato per “ripagare il debito pubblico” e seguire politiche fiscali ed economiche disegnate per favorire il dumping fiscale di pochi Paesi, oppure per dotare di capitale sistemi di salvataggio che oggi vengono schierati come i carrarmati del Risiko a difesa del pericolante settore bancario tedesco.”

Mentre l’Italia invecchiava e non si sviluppava, gli altri Paesi andavano avanti. Viviamo in una nazione che ha letteralmente speso miliardi per la Mrekel, invece che per il proprio territorio. Che si è inchinata allo spauracchio dello spread, che ha pagato una cambiale in bianco all’Unione, invece di fare sviluppo, ridurre il rischio idrogeologico e rinnovare la propria infrastruttura. Siamo un Paese pericolante e sempre più in balia delle regole del più furbo, che a quanto pare non vive nel Sud Europa ma nel Nord. Junker, riforma del Mes e un Paese idrosolubile sono tre concetti molto più vicini di quanto non verrebbe da pensare, sicuramente più facili da unire di quanto non sia semplice raggiungere oggi Genova da Milano in auto.

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail