Il governo ha preso una legnata alle elezioni? Niente paura, a gennaio la compagine giallo rossa rischia di prenderne una ancora peggiore. Già perché da qui in avanti la manovra economia dispiegherà i propri effetti e – come pubblicamente segnalato dal ministro dell’Economia Gualtieri a Bruxelles – le tasse non potranno che aumentare. Vedremo gli elettori come reagiranno.

Domenica scorsa Giuseppe Liturri sul quotidiano La Verità ha pubblicato un’analisi molto interessante della lettera inviata mercoledì 23 dal ministro Gualtieri al Vice-Presidente Dombrovskis e al Commissario Moscovici: “Gualtieri rassicura subito i Commissari, informandoli che il deficit/Pil per il 2020 si fermerà sullo stesso livello del 2019 (2,2%) ma che già dal 2021 il deficit scenderà al 1,8% e poi al 1,4% nel 2022”, scrive Liturri.

Nella sua lettera ministro sembra dire che tutto il ragionamento sul rapporto tra deficit strutturale e Pil potenziale è fuori dalla realtà. Però noi obbedientemente eseguiamo. E infatti Gualtieri snocciola i numeri che testimoniano la nostra obbedienza e confessa che senza aumento dell’Iva, con alcune spese indifferibili, e con il taglio del cuneo fiscale (0,3% del Pil) il deficit 2020 sarebbe stato pari al 2,9%. Poiché l’obiettivo di deficit è pari al 2,2%, sono necessarie maggiori entrate per lo 0,7% del Pil. Ecco la confessione. Si trata di oltre 12 miliardi di tasse minuziosamente elencate, che consistono in : 0,2% entrate da lotta all’evasione, 0,04% da tasse sui giochi, 0,1% per entrate da eliminazione dei sussidi ambientali dannosi ed altre tasse legate all’ambiente (plastic tax), 0,3% da diverse misure (minori detrazioni per i redditi alti, restrizione regime forfettario, ecc) note ormai come ‘microtasse’ che, per essere, pari a circa €5 miliardi non devono poi essere così tanto micro. Si chiude con uno 0,1% di spending review.

“Ci sono le coperture pari a 0,7% del PIL, oltre 12 miliardi che, al netto del beneficio del taglio del cuneo fiscale (per chi ne godrà), si traducono in quegli 8-9 miliardi di nuove tasse pronte per gli italiani – conclude Liturri –  .Ma oltre al danno c’è anche la beffa. Gualtieri sostiene che per il 2020 l’Ue ci chiedeva una stretta fiscale da 23 miliardi per l’aumento Iva e, poiché ne pagheremo solo 8-9, peraltro frantumate in una miriade di micro misure che creano ancora più confusione ed incertezza.”

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail