La nuova presidentessa della Bce si appresta a prendere le redini della Banca Centrale Europea in un momento molto complicato. I mercati si sono ormai assuefatti ai tassi bassi e ai “pasti gratis” garantiti dal Quantitative Easing attuato nei mesi passati da Draghi. Politiche che sono diventate indispensabili per i mercati, ma che stanno preparando una nuova bolla, come ha spiegato Ernesto Preatoni, ieri, sulle pagine del Quotidiano nazionale.

“Qualche settimana fa – scrive Preatoni –, al forum di Sintra, il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha dichiarato che, se l’inflazione non tornerà a crescere in maniera sostenibile nella Ue, non solo la Bce potrebbe decidere di avviare nuovi stimoli monetari, ma addirittura potrebbe riattivare il quantitative easing. Quando il Qe era stato istituito, eravamo tutti timorosi degli effetti inflattivi che avrebbe avuto. In realtà l’inflazione – così come viene calcolata – non c’è stata. Il motivo è che quest’ultima viene stabilita solo sui beni di consumo, mentre il Qe ha privilegiato i possessori di obbligazioni, azioni e fondi di investimento, cioè coloro che erano già ricchi. L’indice dell’inflazione dovrebbe, quindi, ricomprendere i prezzi di questi strumenti, perché chi ha beneficiato del Qe non ha comprato beni di consumo, ma beni di investimento. E se questi ultimi valgono il doppio, significa che il potere di acquisito di chi oggi vuole acquistarli si è dimezzato.”

Il Qe, secondo Preatoni, in questo momento è indispensabile a sostenere le quotazioni di asset rischiosi, che volano meno di quanto potrebbero. D’altro canto, beni rifugio – come il Franco svizzero e l’oro registrano performance da record – oppure asset su cui investire nell’economia reale crescono a vista d’occhio.

Questo avviene perché chi può speculare, però, non si fida troppo delle Borse, altrimenti i mercati avrebbero registrato ben altre quotazioni. Parte della liquidità, allora, viene spesa in beni rifugio o in asset reali, in attesa che l’inflazione faccia la propria comparsa. E allora saranno dolori, soprattutto per la già tartassata classe media, che vive di stipendi fermi da anni. “Questo dimostra – conclude Preatoni – che in economia non ci sono pasti gratis e che il Qe risolve certi problemi ma ne pone degli altri. L’altro problema è che l’economia è ormai drogata di stimolo monetario e la Bce, ormai, non può più fare marcia indietro.”

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail