Il blog va in vacanza: salutiamo i nostri lettori, ci rivediamo a settembre. Andiamo in ferie, ma vi promettiamo di restare vigili su quello che accadrà, nelle prossime settimane, in Italia, in Europa e sui mercati globali. Sono tante le partite che si giocheranno, dalla fine di agosto, nel nostro Paese e nell’Unione. Con una certezza: se qualcosa non cambia, a pagare saranno i più deboli.

Il blog va in vacanza: a differenza degli anni passati – invece di salutarvi con un cartello – abbiamo deciso di farlo con un piccolo post. Sospendiamo le pubblicazioni fino all’inizio di settembre, ma statene certi, non abbassiamo la guardia. Continueremo a guardare con attenzione al panorama economico – e soprattutto attraverso le notizie – per essere pronti a tornare a raccontarvi cosa succede veramente in Italia e in Europa.

Molte sono le partite che ci giocheranno dall’inizio dell’autunno: si inizierà a parlare di legge finanziaria italiana, di riforma della tassazione ma anche di capacità di questo governo di reggere alle frizioni interne ed esterne. Poi ci sarà la partita europea: la nuova Commissione inizierà a lavorare? Come? In che modo? E la nuova Bce targata Lagarde sarà in grado di mantenere in (precario) equilibrio i mercati?

Poi c’è la grande partita Brexit. Riuscirà Boris Johnson a portare la Gran Bretagna fuori dal mercato unico, con un accordo con Bruxelles senza se e senza ma? E cosa accadrà davvero in caso di no deal?

Per ora non è dato sapere. C’è solo una cosa certa: se qualcosa non cambierà, se l’Unione si ostinerà a non cambiare nulla – lasciando ad esempio che la Germania continui a imporre la propria idea di produzione tutta votata all’esportazione e alla creazione di surplus commerciale a proprio vantaggio – saranno, com’è accaduto fino ad oggi, quel che resta dell’Europa e i più poveri a pagarne le conseguenze.

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